NPL: definizioni, mercato e possibili scenari futuri

Introduzione

Il termine NPL è oramai arrivato alle orecchie di tutti quanti, tramite giornali, televisione ed internet. Gli NPL ricoprono un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie delle principali banche nazionali ed internazionali, ancor di più in questi ultimi anni caratterizzati da recessione economica.

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L’obiettivo principale di questo articolo è quello di farvi prendere dimestichezza con questa particolare tipologia di asset bancario, sorvolando sugli aspetti legali e normativi (necessari per una comprensione a 360° dell’argomento), di cui rimetto a voi la decisione e la voglia di approfondire, ma soffermandosi invece sui possibili spunti e scenari futuri offerti dai crediti deteriorati.

Ebbene sì, i crediti deteriorati che tanto fanno paura alle Banche italiane potrebbero esser per le altre istituzioni finanziarie un’opportunità per le altre istituzioni finanziarie, istituzioni di cui un giorno potreste fare parte voi.

Andando con ordine in questo articolo si parlerà di:

  1. Definizione di NPL (a prescindere dall’acronimo, Cosa sono?);
  2. Mercato NPL (chi è il pazzo che se li comprerebbe? Perché?);
  3. Scenari futuri (come cambierà il mercato tra qualche anno? Chi potrebbe trarre vantaggio dagli NPL?).

Allacciate le cinture e state tranquilli, gli argomenti saranno trattati ad alto livello in modo tale da non annoiarvi troppo.

1. Definizione di NPL

Banca d’Italia definisce gli NPL, dall’inglese non performing loans, quelle esposizioni bancarie verso soggetti che, a causa di un peggioramento della loro situazione economica e finanziaria, non sono in grado di adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali.

Voi direte “Grazie al piffero! Con una conoscenza inglese elementare, ci potevo arrivare pure io”. Purtroppo per voi esistono delle sotto-categorie di NPL, riclassificate sulla base del 7° aggiornamento della Circolare 272. Dunque il discorso si complica un pochino di più.

Le trovate di seguito elencate, dalla peggiore alla migliore:

  • Sofferenze: esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili. In parole povere, esemplificando, non paghi e la tua azienda sta fallendo nel vero senso della parola;
  • Inadempienze probabili: esposizioni (diverse da quelle classificate tra le sofferenze) per le quali la banca valuta soggettivamente improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni contrattuali. In parole povere, esemplificando, non paghi, i risultati economici della tua azienda stanno peggiorando e la banca comincia ad avere dei seri dubbi sulla tua posizione;
  • Esposizioni scadute o sconfinanti: esposizioni (diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili) che sono scadute o eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia di rilevanza. In parole povere, esemplificando, siamo al 91° giorno e non hai pagato il tuo debito.

Trasversalmente a queste tre tipologie di NPL, ne esiste un’altra, quella dei crediti Forborne (i vecchi crediti ristrutturati) che non può essere equiparata alle categorie precedenti in quanto rappresenta una situazione trasversale in cui si può trovare ognuna delle sotto-categorie appena descritte.

I crediti Forborne sono crediti modificati nelle originarie condizioni contrattuali e/o il rifinanziati parzialmente o totalmente a fronte di difficoltà finanziarie del cliente tali da non consentirgli di far fronte ai propri impegni contrattuali. In parole povere, esemplificando, ci mettiamo d’accordo e ti faccio pagare un po’ di meno il debito perché mi fai pena.

Infine, di seguito illustrata la composizione del portafoglio di NPL in Italia. Fatto 100 la somma totale dei crediti deteriorati, il 52% sono classificati come sofferenze, il 44% come inadempienze improbabili e il 4% come scaduti.

2. Mercato NPL

Per le Banche vendere sul mercato a titolo oneroso parte del proprio portafoglio di NPL significa raggiungere l’obiettivo finale di alleggerire il bilancio dal peso dei crediti deteriorati.

Ma chi è interessato a comprare un portafoglio di crediti deteriorati? Ad oggi, si tratta prevalentemente di fondi di investimento soliti ad investimenti ad alto rischio ma con tasso di rendimento elevato, fiduciosi di poter recuperare più di quanto pagato per l’acquisizione del portafoglio di NPL.

tempo e soldi

Tra i principali attori protagonisti della cessione di NPL sul mercato italiano possiamo citare:

  • Lato cedente:
    • Unicredit (4,78 miliardi di euro ceduti);
    • MPS (2,81 miliardi di euro ceduti);
    • Goldman Sachs (2 miliardi di euro ceduti);
    • Banco Popolare (1,6 miliardi di euro ceduti);
  • Lato acquirente:
    • Banca IFIS;
    • Anacap financial partners;
    • Fortress;
    • De Shaw.

Siamo di fronte ad un vero e proprio Mercato, caratterizzato da Domanda e Offerta caratterizzati da motivazioni differenti:

  • Cedente: la motivazione prevalente, come anticipato in precedenza, va ricercata nella decisione di porre fine alla perdita di valore a seguito del costante deterioramento del credito;
  • Acquirente: la motivazione prevalente, è il ritorno finanziario derivante dall’operazione. Ebbene sì, sì tratta dunque di un vero e proprio investimento finanziario.

Come studiato da gran parte di voi durante i corsi di Microeconomia una transazione avviene nel punto di contro tra la curva di Domanda e di Offerta, definendo dunque il prezzo e la quantità.

Tuttavia, nel mercato specifico degli NPL, sembra esserci un così detto “bid-ask gap” che fa sì che Domanda e Offerta non si incontrino, ostacolando dunque le transazioni di NPL. Tra le ragioni di questa differenza vi sono:

  • Net Book value del Credito per la Banca:
    • il pricing del credito deteriorato resta ancorato al suo NBV (“Net Book Value”). Se il prezzo di cessione fosse infatti inferiore al NBV, la Banca dovrebbe iscrivere a perdita tale differenziale, erodendo dunque il beneficio di liberare risorse. Della serie: “ma chi me lo fa fare?”;
  • Esistenza di garanzie associate al credito deteriorato:
    • senza un asset a garanzia del credito deteriorato il prezzo di riserva dell’acquirente si abbassa notevolmente. Si stima che il prezzo di scambio di sofferenze unsecured sia nell’ordine del 3-8% del valore nominale. Della serie: “Coraggioso sì, ma stupido no”;
  • Tempo stimato di recupero – Recovery time e tasso di sconto applicato:
    • nella formulazione del pricing l’acquirente terrà conto del tempo necessario a ricevere i primi flussi di cassa. Insieme alla variabile tempo, importante è il tasso di sconto applicato. Quest’ultimo purtroppo, sulla falsa riga delle motivazioni differenti tra Domanda e Offerta sopra descritte è differente. Per chi compra rappresenta semplicemente il tasso di rendimento atteso dall’investimento, mentre per chi vende dipende dal costo del capitale del lender. Della serie: “Non compariamo mele e pere”.
  • Base informativa:
    • i Dati, come in qualsiasi cosa al giorno d’oggi sono fondamentali. Sugli NPL non esiste ad oggi una piattaforma di raccolta di questi Dati che permetta da un lato alle Banche di segmentare i propri portafogli nella maniera più efficiente anche a fine di cartolarizzazione, dall’altro ai Fondi di investimento, ancor di più se internazionali, si limitare il tempo ed i costi di due diligence. Della serie: “Se non vedo, non credo!”.

Un Mercato dunque esiste e le transazioni già ad oggi muovono consistenti somme di denaro.

Tuttavia la domanda è fortemente concentrata (10 investitori posseggono il 50% delle transazioni – comprano sempre gli stessi). Pensate se il bid-ask gap sopra descritto, ad oggi pari al 20%, potesse essere ridotto…

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3. Scenari futuri

Ma quindi quali sono le opportunità che possono esser colte nel Mercato degli NPL e da che tipo di Players finanziari possono essere colte?

E’ cosa certa l’interessamento delle Compagnie in questa tipologia di Asset.

Mentre da una parte offrono specifiche polizze volte ad assicurare i collaterals legati al portafogli di NPL che le Banche si accingono a vendere, dall’altra sono loro stesse sempre più interessate ad investire in questa tipologia di Asset.

Quanto sopra è confermato dalle recenti dichiarazioni di Fabrizio Vitiello, responsabile degli investimenti alternativi di Generali:

“…E’ evidente che per la nostra attività abbiamo bisogno di un certo ritorno sui nostri investimenti e ormai i soli asset tradizionali non sono in grado di darlo. Andrà per forza aumentata la quota di investimenti in asset alternativi, sino a un 20-25% del portafoglio, così come fanno le compagnie negli Usa..”

Ma se il mondo di Assicurazione ed NPL si unisse non solo dal punto di vista degli attori della cessione, ma dal punto di vista dell’asset? Se esistesse un assicurazione sugli NPL, tale ulteriore garanzia a supporto dei crediti deteriorati sarebbe in grado di colmare la differenza tra domanda ed offerta.

Parlando con gli Assicuratori, tutto è assicurabile. Vanno solo definiti i giusti drivers per quantificare il rischio.

Ed è qui che sta a mio parere la vera opportunità, capace di stravolgere il Mercato degli NPL, sempre che qualcuno non ci stia già lavorando…

About the author

“Laureato in Business Administration, dopo una breve esperienza come broker assicurativo, attualmente lavoro presso Deloitte Consulting s.r.l., come Analyst nella function “Strategy &Operations”. Sono stato coinvolto in progetti di PMO e process reengineering per le principali istituzioni finanziarie del nostro paese. Contatti: gcecchi@deloitte.it “.

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