Analisi tecnica: grafici, fondamenti, studio!

Questa sezione di LAVORAREinFINANZA è dedicata ai fondamenti dell’analisi tecnica, ovvero la disciplina del trading online rivolta all’analisi dei mercati che viene fatta attraverso lo studio dei grafici.

In questa sezione parleremo delle basi, degli indicatori tecnici, dello studio dei grafici con un piccolo “corso” anche su come analizzare i principali titoli che è quello che interessa maggiormente i traders.

Il trading è prima di tutto una disciplina tecnica dunque ha senso partire dalle basi e dai dati storici per cercare di prevedere movimenti futuri del mercato che ci aiuteranno nel negoziare.

Le basi di At (analisi tecnica) possono essere applicate a tutta una serie di asset o beni negoziabili che va dalle valute, alle materie prime fino agli indici di borsa.

Se volete investire in borsa avete bisogno sicuramente di apprendere questi concetti. Per questo motivo in questo primo articolo parleremo di:

  1. Analisi tecnica: la definizione
  2. Basi e fondamenti teorici
  3. Come fare analisi tecnica
  4. Analisi dei grafici

1. Analisi tecnica: la definizione

Con il termine analisi tecnica abbiamo visto che si cerca di fare delle previsioni sui prezzi futuri di un mercato analizzando i dati passati detti storici. La previsione che si può fare è espressa sempre in termini probabilistici e non assoluti. Il compito infatti di un trader è quello di capire quale evento si potrà verificare, quali scenari un evento può scatenare per influenzare il prezzo di un bene di mercato.

Il livello dell’analisi ovviamente può cambiare in base al tempo. Si può analizzare il dato all’interno di una finestra temporale breve come minuti e si parla di intraday trading oppure su analisi settimanali o mensili.

2. Basi e fondamenti teorici

Se vogliamo trovare una collocazione storica dobbiamo risalire alla Teoria di Dow che ha di fatto sancito le basi per quella che poi è diventata l’analisi tecnica vera e propria.

Le basi di questa teoria si basano su alcuni concetti fondamentali:

  • i movimenti dei prezzi non sono del tutto casuali ma si possono elaborare delle teorie probabilistiche
  • gli indici riflettono tutto nel senso che gli elementi della classica domanda e offerta si riflettono sugli indici della Borsa
  • come si fa è molto più importante del perchè

Per chiarire il primo punto dobbiamo partire dalle tendenze. Gli analisti spesso sono concordi nell’affermare che in alcuni periodi i prezzi non seguono una tendenza precisa. Se il tutto fosse casuale sarebbe difficile fare trading con profitto. Si presume quindi che i mercati abbiano dei lunghi periodi di volatilità e dei periodi in cui hanno un comportamento non casuale. Per questo motivo si può cercare di individuare una tendenza sia nel breve termine che nel lungo termine.

Per il secondo punto, in generale, si ritiene che “il prezzo attuale di un bene di mercato rifletta completamente tutte le informazioni che si hanno su quel titolo.” Informazioni che sono disponibili per gli analisti, per le banche ed i fondi di investimento. Per questo motivo l’indice riflette tutta questa mole di informazioni e lo si può interpretare per capirne di più sul futuro.

Se ci pensate poi la visione dei tecnici è basata più sul come che sul perchè. Per l’analisi tecnica è importante capire qual è il prezzo e l’andamento storico. L’approccio, in un certo senso, è molto diretto ed è opposto agli analisti fondamentali che cercano di capire anche perchè il prezzo è proprio quello. Ci mettono dentro eventi esterni come le notizie per cercare di capirlo, questo all’analista di grafici non interessa affatto. Alla fine, se ci pensate, se c’è qualcuno disposto a pagare per un titolo non si capisce il motivo per cui si dovrebbe capire il perchè.

3. Come fare analisi tecnica

Fare analisi sui grafici può essere complesso ma anche facile allo stesso tempo.

Ci sono degli aspetti che dobbiamo individuare:

  • Supporti: rappresentano quei livelli di prezzo in cui si verifica un blocco del ribasso
  • Resistenze: indicano le aree di congestione del prezzo in cui il rialzo di blocca. Una rottura che si verifica sopra i punti di resistenza si può considerare come una tendenza rialzista
  • Trendline: bisogna individuare qual è la tendenza generale del titolo. E’ un tipo di analisi che si fa con le medie o con le line di tendenza
  • Relative Strenght Index (RSI): rappresenta l’indicatore di forza relativa ovvero un misuratore degli eccessi del mercato. Il prezzo viene rappresentato da una linea che ci dice se per un periodo di tempo il livello viene superato ed è in aumento oppure in discesa (lo approfondiremo nel prossimo articolo)
  • Momentum: è un indicatore che indica la velocità di variazione del prezzo e viene misurato in genere tramite MACD (lo approfondiremo nel prossimo articolo)

Supporti, resistenze e trendline!

Il primo concetto è quello di supporto. Il supporto è un punto di minimo ottenuto nel passato dal prezzo di un certo asset e questo punto diventa un potenziale punto di rimbalzo del prezzo stesso.

La resistenza invece sta ad indicare un punto di massimo ottenuto in passato dal titolo e che diventa un punto potenziale di rimbalzo quando il titolo sale.

Questo grafico ci permette di notare una cosa molto interessante. Quando una resistenza viene rotta al rialzo come avviene poco dopo, questo punto di resistenza diventa un punto di supporto.

Ossia, nel nostro trading quotidiano, se ci siamo fissati una nostra resistenza per un titolo ma vediamo che il titolo la “rompe” al rialzo è probabile che nel prossimo futuro il titolo abbia come supporto proprio quel livello.

Come dicevamo quando parlavamo della Teoria di Dow un volume molto forte in corrispondenza di un certo supporto o resistenza ne aumenta l’affidabilità. Significa che, a quel livello, molti titoli hanno cambiato mano e, quindi, molti traders credono che quello sia un livello di mercato da tenere in conto.

Un concetto un po’ diverso è quello di trendlineLa trendline altro non è che un supporto o una resistenza non orizzontale.

Una trendline rialzista è composta da almeno due minimi crescenti mentre una trendline ribassista è composta da almeno due massimi decrescenti.

E’ chiaro che per disegnare una trendline occorre una certa abilità, anche se alcune trendline sono “lampanti” altre lo sono molto meno.

Non sempre è facile trovare un “trend: a volte ci vuole un certo occhio, a volte occorre guardare a grafici di diversa lunghezza e, a volte, il trend semplicemente non c’è. La cosa importante da tener presente è che un trend di facile costruzione è un trend che “tutti” vedono e che, probabilmente, tutti seguono.

L’importanza delle volte in cui un mercato testa un supporto, una resistenza o una trendline è fondamentale. Se quel mercato ha tante volte “verificato” quella determinata tendenza essa va tenuta in considerazione come punto di svolta.

Se, il mercato rompe al rialzo una resistenza che è durata quasi 3 mesi (con tre o quattro punti in cui su di essa ha rimbalzato) allora significa che al momento della rottura ci potremo aspettare dei nuovi massimi ben oltre quella resistenza. Allo stesso tempo se la trendline rialzista viene rotta al ribasso va dedotto che il mercato sta facendo veramente una correzione.

Avvertenza! Una rondine non fa primavera e una rottura di un giorno non fa cambio di trend. Ci sono titoli o movimenti di mercato che vanno confermati. Quando si entra sul mercato a seguito di una rottura dobbiamo tener presente che potrebbe trattarsi di un segnale ingannevole.

Quindi se il mercato dovesse “rientrare” nel trend bisogna essere pronti a cambiare idea. Quindi attenzione alle rotture ma anche ai falsi segnali di rottura.

4. Analisi dei grafici

Quando si hanno a disposizione i grafici bisogna focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti:

  • Capire la forza del trend in atto
  • Analizzare il livello di rischio
  • Capire quali sono i punti potenziali di entrata nel mercato

Per capire se il trend è forte o meno si deve capire qual è l’obiettivo finale. Se questo consiste nel prevedere il prezzo futuro allora bisogna concentrare l’analisi sui movimenti di prezzo per cercare di capire il futuro. Per questo motivo molti analisti si concentrano su analisi dai 3 ai 6 mesi per individuare una tendenza. Può capitare, però, che ci siano degli scossoni e delle reazioni improvvise.

Se c’è una forte domanda questo vuol dire che ci sarà un aumento di prezzo così come i prezzi più bassi riflettono una maggiore offerta. I livelli di supporto e resistenza vanno individuati sul grafico. In generale questi sono caratterizzati da periodi in cui i prezzi si muovono in range o intervalli piccoli per un periodo lungo. Questo ci dice che domanda e offerta sono stabili, in pratica si è fermi.

Se invece il prezzo di muove fuori dall’intervallo una delle due ha iniziato a prendere il sopravvento!

Lo studio serve proprio a questo cioè a capire qual è il punto di ingresso corretto nel mercato.

Anche chi usa l’analisi fondamentale può usare i grafici perchè sono più intuitivi e facili da leggere. E’ facile infatti individuare le reazioni a eventi importanti direttamente sul grafico o la volatilità passata e presente oppure individuare la forza di un titolo nel mercato.

Concludendo possiamo dire che per un analista tecnico è fondamentale gestire anche gli aspetti psicologici. E’ strano per una figura che è molto orientata ai numeri. I dati non possono però essere smentiti perchè sono lì ed in generale il prezzo riflette la conoscenza di tutti gli attori coinvolti nel mercato.

Non si tratta però di teorie assolute perchè ogni dato è soggetto a interpretazione. La vostra bravura sta proprio nel rendere flessibile questo studio che richiede una grande passione. Fatto questo i guadagni e le vostre ricompense arriveranno di conseguenza.

About the author

Specializzato in “Banking and Finance”, lavoro presso Deloitte Consulting s.r.l. come Consultant nella function “Strategy & Operations” in ambito Financial Services Industry. Contribuendo in progetti di Business Transformation, NPL management, al fine di supportare i clienti a realizzare la loro vision, sia in termini di strategia che in termini di obiettivi aziendali. Contatti: emicciche@deloitte.it

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Comments

  • Luca Gelli marzo 6, 2018 at 11:26 am

    Osservazioni molto valide e to-the-point, ma difficilmente applicabili in mercati giovani o in forte crescita. La teoria di Dow, infatti, può avere riscontri su mercati occidentali con aziende già solide e country-risk vicino allo 0, ma come ti sposti verso mercati più instabili o periodi di alta speculazione (vedi bolle), l’analisi tecnica rischia di sovraesporre un portafoglio. Sarebbe interessante avere una tua opinione su come gestire portafogliazioni con stocks in mercati in crescita

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