Bitcoin: Opportunità o Inganno?

3 Ragioni per cui il Bitcoin non sopravvivera !

Bitcoin è una truffa? La domanda viene spontanea quando leggiamo dei guadagni immensi che si possono fare facendo trading di Bitcoin. La nostra diffidenza ci fa subito pensare a qualcosa di losco, magari una truffa!

Ma il Bitcoin non è una truffa e, anzi, è facile evitare di essere ingannati: basta un pizzico di cultura finanziaria. Ma andiamo con ordine.

Quali sono le opinioni più comuni sul Bitcoin? Il 2017 è stato il grande anno del Bitcoin, l’anno in cui il suo valore è schizzato alle stelle e in cui moltissimi “investitori” sono diventati ricchi grazie al Bitcoin.

Si è diffusa l’opinione che il Bitcoin è un modo facile per fare soldi, aperto a tutti (ma proprio a tutti).

Purtroppo questa opinione non è completamente vera: con il Bitcoin si possono ottenere risultati straordinari, grazie alla sua alta volatilità, ma non è così facile. Per prima cosa, per guadagnare con il Bitcoin ci vuole una piattaforma sicura, autorizzata e regolamentata, ma ormai chi si accinge a fare il grande salto nel mondo delle cripto-valute conosce bene le più popolari piattaforme come and esempio eToro o 24option.

Comunque ritorniamo a lui, il Bitcoin, la star delle cripto-valute, che sta affrontando un 2018 difficile.

Dopo un 2017 straordinario, il prezzo è crollato infatti di più del 40% rispetto al massimo storico di quasi 20.000 dollari segnato il 17 dicembre.

Oltre alla recente “correzione” del prezzo, il Bitcoin ha perso anche il suo dominio sul mercato delle cripto-valute e possiede al momento solo una partecipazione di circa il 40%, decisamente inferiore a quella dell’85% segnata durante il picco dello scorso anno.

Ethereum, Litecoin, Ripple fratelli minori e fratellastri del Bitcoin sono sempre lì, guardinghi, in attesa di spodestare il Re delle cripto-valute. Sebbene sia ancora troppo presto per decretare la fine del Bitcoin, sembra comunque che le prospettive per la valuta digitale numero uno al mondo non siano più tanto rosee.

Di seguito, tre ragioni per cui il Bitcoin non sopravvivrà ancora a lungo:

1. Tempi di transazione rallentati e tariffe alle stelle

La lentezza delle transazioni ha comportato una serie di problematiche, al momento, ci vogliono in media 2.000 minuti, più di 33 ore per confermare una singola transazione Bitcoin, (secondo Blockchain.com.), ma stiamo scherzando?

Mettiamo il caso che una mattina appena svegli, vogliate fare colazione con una bella brioche alla marmellata (quelle buone non quelle surgelate che ormai siamo abituati a mangiare) allora decidete di andare al bar.

Proprio sotto casa vostra hanno aperto un posto nuovo, strafigo, sempre pieno di persone così decidete di provarlo anche voi!

Entrate dentro e chiedete al barista una brioche alla marmellata, il barista vi guarda batte lo scontrino di 1,70€, lo guardate leggermente dubbiosi per il prezzo un po’ elevato, solitamente altrove la pagavate 1,2€, ma pagate e pensate che ci possa stare un sovraprezzo di 0,5€ per mangiare in un posto alla moda, magari sarà più buona rispetto a quelle mangiate in passato.

Aspettate impazienti la vostra brioche alla marmellata e la richiedete al barista il quale vi risponde che in quel momento non ne ha disponibilità e di aspettare l’indomani o al massimo un paio di giorni per avere la vostra tanto desiderata brioche alla marmellata. Ecco lì in quel momento ti senti fregato e per istinto replichi: ma stiamo scherzando??

L’impennata delle tariffe di transazione sta fondamentalmente cambiando il Bitcoin. In origine, uno dei principali punti a favore del Bitcoin era il fatto che i pagamenti delle transazioni fossero veloci, convenienti e, soprattutto, economici.

“Il costo della mediazione aumenta i costi delle transazioni, limitando la dimensione pratica minima delle transazioni e escludendo la possibilità di piccole transazioni casuali”, scriveva il fondatore del Bitcoin Satoshi Nakamoto nel libro bianco dove si annunciava la tecnologia.

Di conseguenza, la rete del Bitcoin che conosciamo oggi è radicalmente differente da quella che era in origine. Questo sviluppo ha spinto numerosi commercianti ed imprese – che cercano di realizzare la visione di Satoshi del Bitcoin come una piattaforma per “piccole transazioni casuali” – a cominciare ad allontanarsi dal BTC e preferire reti alternative ed altre cripto-valute.

2. Norme più severe e problemi di mining

Dopo la straordinaria impennata del 1.900% dell’anno scorso, il Bitcoin ha cominciato il 2018 in modo burrascoso.

La prospettiva di norme più rigide e regolamentazioni più severe ha spaventato il sentimento degli investitori, specialmente in Asia. La Corea del Sud, e l’India, sono stati tra gli ultimi paesi a farsi avanti contro gli scambi di Bitcoin.

La Cina ha imposto un divieto simile l’anno scorso e di recente ha reso noto che inasprirà la stretta sugli scambi di cripto-valute, prendendo di mira le piattaforme online e le applicazioni per dispositivi mobili che offrono servizi simili.

Sebbene le cripto-valute abbiano aggirato ostacoli simili in passato, uno sforzo congiunto da parte dei principali governi mondiali e delle autorità normative finalizzato ad affrontare la questione potrebbe potenzialmente rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso per il Bitcoin.

Inoltre, il governo cinese ha intenzione di bloccare i miner del Bitcoin nell’ambito della sua recente stretta sulle cripto-valute. Il 10 gennaio, il Leading Group of Internet Financial Risks Remediation ha richiesto ai governi locali una “uscita ordinata” dal settore.

Altra fonte di preoccupazione: una singola sessione di mining del Bitcoin in origine creava 50 Bitcoin, poi il numero è sceso a 25 ed ora si attesta a circa 12,5. Alcuni prevedono che entro il 2020 il numero scenderà a 6,25 Bitcoin, il che renderà il mining non redditizio.

Se non avviene il mining di Bitcoin, le transazioni non vengono approvate e non vengono prodotti nuovi Bitcoin. Al 13 gennaio si registra il mining di oltre 16.900.000 Bitcoin, vicino alla cifra massima di 21 milioni di monete che possono essere “minate”.

Una volta “minati” tutti i Bitcoin, le scorte non potranno più aumentare, allora a quel punto cosa potrà accadere? I prezzi schizzeranno alle stelle? Naturalmente dipenderà soprattutto dalla domanda futura, dall’attrattività che il Bitcoin manterrà sulle masse, perché diciamo pure senza remore l’appeal di un prodotto è sempre un aspetto fondamentale, a volte addirittura cruciale!

3. Perdita dell’anonimato

All’inizio, uno degli aspetti più interessanti del Bitcoin era il suo anonimato. Ciò, tuttavia, sembra stare cambiando rapidamente, con i regolatori e le autorità fiscali inclini a costringere i trader a svelare la loro vera identità.

La Corea del Sud ha appena annunciato un importante cambiamento per gli scambi di cripto-valute, affermando che chiunque effettui scambi all’interno della nazione dovrà utilizzare il suo vero nome. Sicuramente, qualsiasi mossa che riduca l’anonimato delle transazioni di Bitcoin potrebbe ridimensionare molto l’appeal della valuta virtuale.

Adesso che abbiamo analizzato nel dettaglio le principali ragioni che potrebbero far scomparire il Re delle cripto-valute, mettendo da parte le opinioni da bar troppo stesso ascoltate, possiamo tranne le nostre conclusioni al fine di individuare un possibile scenario futuro.

Considerato quanto detto, non sembra comunque possibile che le cripto-valute spariranno presto. Anzi riteniamo che a lungo andare la tecnologia blockchain su cui si basa il Bitcoin prospererà mentre il prezzo della moneta stessa crollerà, portandola ad essere soppiantata da uno dei suoi più giovani ed efficienti cugini.

A esempio il Dash offre le stesse caratteristiche del Bitcoin ma possiede anche delle capacità avanzate che risolvono molti dei problemi che presenta il cugino più anziano, come le transazioni istantanee che lo rendono un’opzione di pagamento più attraente.

Ancor di più, negli ultimi mesi, il Ripple ha visto l’iscrizione di numerosi istituti finanziari alla sua rete blockchain, portando la sua clientela ad oltre 100 unità, tra cui colossi come la spagnola Santander, l’italiana UniCredit, l’elvetica UBS Group e la britannica Standard Chartered.

Altri istituti finanziari dovrebbero unirsi alla crescente rete globale del Ripple quest’anno, rete che consente alle banche di gestire pagamenti transnazionali in maniera più veloce ed economica rispetto a come fanno al momento attraverso le reti tradizionali di pagamento globale.

L’attrattiva principale del Ripple è la capacità di connettere banche, fornitori di pagamenti, piazze di asset digitali e aziende tramite la sua rete ledger distribuita, RippleNet, garantendo un’esperienza semplice nell’invio del denaro a livello globale. Gli sviluppatori affermano che ridurrà i costi istituzionali bancari del 90%, rendendo allo stesso tempo più sicuro il settore bancario.

Ecco che le nostre tanto temute cripto-valute, se adoperate dalle “mani forti” della finanza, potranno esprimere tutto il loro reale potenziale diventando forse le future monete di scambio! Allora sì che molti di noi ricorderanno vagamente le vecchie monete, dalla nonna Lira al più giovane Euro un po’ come quando appena svegli la mattina sorridenti ricordiamo un bel sogno ormai svanito.

 

Edoardo Micciché

About the author

Specializzato in “Banking and Finance”, lavoro presso Deloitte Consulting s.r.l. come Consultant nella function “Strategy & Operations” in ambito Financial Services Industry. Contribuendo in progetti di Business Transformation, NPL management, al fine di supportare i clienti a realizzare la loro vision, sia in termini di strategia che in termini di obiettivi aziendali. Contatti: emicciche@deloitte.it

Related

Le nuove tecnologie entrano prepotentemente nelle attività finanziare e stanno praticamente rivoluzionando il mondo del trading, della consulenza finanziaria e dell'Asset Management. I grandi istituti finanziari si trovano a competere con nuove startup FinTech affamate e innovative.

La tecnologia Blochchain rivoluzionerà il mondo della finanza, ma per poter capire la reale innovazione bisogna partire dal funzionamento del sistema attuale. Il sistema di intermediazione, la tecnologia, la globalizzazione stanno permettendo questa nuova rivoluzione tecnologica

JOIN THE DISCUSSION