Blockchain: tutto quello che c’è da sapere !

L’evoluzione tecnologica che si è avuta nell’ultimo decennio ha dell’incredibile. Facebook, Amazon, Youtube, Apple sono diventati esseri onnipresenti nella nostra vita.

Molte persone non immaginano neanche dove il mondo stia andando e non sanno della presenza di nuove tecnologie che si propongono come “disruptive” rispetto a quanto di di oggi presente.

Perché è bene che tutti lo abbiano in mente: ci saranno sempre problemi da risolvere e quindi sempre una nuova tecnologia pronta a darci il supporto richiesto.

Ed ecco che arriviamo al punto di questo articolo: qual è la nuova tecnologia che  entra prepotentemente nella vita di molte aziende finanziare e non?

La blockchain!

Per quanto possa sembrare una brutta parola o qualcosa che possa avere a che fare con  qualcosa di inconcepibile, in realtà fa riferimento ad un concetto molto semplice anche se il sistema che vi è dietro è complicato.

Analizziamo punto per punto

1. L’intermediazione

Partiamo dal presupposto che se una azienda esiste significa che, per il mercato, questa  crea valore aggiunto. Quindi, nello specifico del nostro articolo, se gli intermediari esistono significa che questi creano un valore aggiunto.

Alla facoltà di economia, quando si studia l’attività di intermediazione, si fa sempre riferimento all’esempio del mercato dei “Bidoni” che esplica il perché l’intermediazione è fondamentale. Cercherò di spiegarlo in modo più semplice possibile!

Consideriamo il mercato delle auto usate. Se volete comprare un auto usata dovete innanzitutto fare 2 cose: trovare il modello di macchina che volete comprare e definire il prezzo di acquisto. Comprare un auto usata significa, inoltre, dover valutare la qualità dell’auto e quindi capirne di motori, freni, cambio, etc. etc.

Ora, sono sincero, posso scrivere questo articolo ,ma di auto ne capisco ben poco e quindi potrei essere il cosiddetto “pollo da spennare”.

Che succede a questo punto? Se io non ne capisco di auto, in linea generale non riesco a distinguere le auto migliori da quelle peggiori e quindi rischierei di acquistare ad un prezzo più alto un auto “bidone” o di voler pagare di meno un auto “ottima”.

Dal momento che esiste una forte asimmetria informativa tra coloro che vendono la macchina e coloro che vogliono acquistarla i prezzi necessariamente si abbassano per via della  contrattazione. Il punto quindi?

Coloro che sanno di vendere un auto buona escono dal mercato dal momento che il prezzo non è equo e coloro che possiedono dei bidoni entrano nel mercato perché il prezzo non è equo. Quindi il mercato si riempie di “bidoni” perché non sapendo quale sia il loro reale valore si riescono a vendere ad un prezzo più alto (prima o poi vi sarebbe il collasso del mercato stesso perché la gente si accorgerebbe della presenza di troppi bidoni).

Adesso pensate ad un concessionario, ossia l’intermediario. La presenza di un concessionario risolve il problema dal momento che lui acquista tutte le auto, le valuta e le rivende ad un giusto prezzo sulla base della qualità delle stesse. Inoltre, molto spesso, viene concessa anche una garanzia sul prodotto venduto.

L’intermediazione, come è noto anche dalle vicende di cronaca, si basa sulla fiducia. Se il concessionario ha un nome forte e affermato sarò più portato ad andare da lui perché sono sicuro della qualità del servizio.

Voi cosa ci guadagnate con l’intermediazione? Il risparmio di tempo e denaro!

Evitate di dover cercare una persona che vende un’automobile, cercare una persona che  venda quel determinato modello di automobile, contattare quella persona, raggiungere quella persona, controllare  l’automobile (forse anche pagare il meccanico di fiducia), chiedere garanzia sulla qualità del prodotto (molto spesso non viene data).

A questo punto diremo viva l’intermediazione: meno problemi per noi e un sistema più  equilibrato.

2. La globalizzazione, la tecnologia e l’intermediazione

Il mondo cambia e l’asimmetria informativa si abbatte grazie alla potenza di internet che ci bombarda di dati e conoscenza.

L’avanzamento della tecnologia fa si che siamo sempre più connessi con il mondo che ci circonda e la gestione dei nostri dati diventa uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della nostra vita e renderla più semplice.

L’accesso di alcune strutture ad informazioni su determinati dati, per esempio medici, può permettere a strutture specializzate di trovare relazioni tra sintomi e malattie, tra malattie e farmaci e così via.  La gestione di tutti i dati diventa fondamentale a livello di business e non solo.

Ma come vengono gestiti i dati? Ve lo siete mai chiesti?

I dati vengono salvati su database personali (ogni banca, assicurazione, ospedale, università etc.ha il suo database). Ogni struttura pertanto decide al proprio interno come organizzarli e quali criteri di ricerca, controllo applicare. Ogni istituto gestore dei vostri dati decide, sulla base della propria vision e obiettivi di business di procedere a creare strutture più o meno complesse.

Comunque sia, la fiducia che noi riponiamo nella lealtà dei comportamenti dei titolari di questi database è fondamentale.

Se in un mondo digitale una università cambiasse il voto di un vostro esame orale da 30 a 18, senza che vi sia alcun documento scritto a cui appellarsi, voi cosa fareste?

Se una banca modificasse i vostri contratti, i vostri conti (soprattutto per paesi con normativa non tanto ferrea) voi riuscireste a districarvi nei mille cavilli che non ricordate neanche di aver firmato?

Se vi fosse un attacco hacker ad un ospedale e i vostri dati modificati, riuscirebbero i medici a ricostruire facilmente lo storico delle informazioni e somministrarvi la giusta cura?

Andiamo avanti, con ordine!

3. Lentezza, lentezza, lentezza

Abbiamo detto che per motivi di trasparenza si sono sviluppati e affermati gli intermediari, ed abbiamo anche detto che con lo sviluppo della tecnologia e di internet le informazioni a nostra disposizione sono aumentate

L’importanza dei dati, legato al concetto della fiducia che noi riponiamo negli intermediari, fa si che questi dati, i nostri dati, vengano custoditi gelosamente che solo la specifica entità a cui abbiamo dato il consenso possa gestirli.

Se avete un conto corrente presso la banca Pippo, allora solo la Banca Pippo sarà titolare dei vostri dati e non può e, in linea generale, non vuole condividerli con terze parti. Quindi finché dura il vostro rapporto con quella banca, ma anche successivamente i dati non vengono cancellati, i vostri dati saranno esclusivamente sotto il loro cappello (è logico che se fate riferimento a 2 banche allora entrambe avranno i vostri dati anagrafici, ma diversi dati contabili e gestionali).

Questo modo di operare, questa esclusività della gestione dei dati, in linea generale non è un vantaggio per noi e neanche per il sistema nel suo complesso. Il vantaggio è unicamente di chi possiede quei dati e su cui può elaborare analisi.

Avete paura che i vostri dati vengano condivisi? Ragioniamo sul modo in cui l’attuale sistema crea delle barriere che costano tempo e denaro!

Il vostro medico di famiglia vi conosce da anni e sa tutta la vostra storia clinica. Il vostro medico di famiglia ha delle informazioni su di voi che, in determinate circostanze, potrebbero salvarvi la vita (allergie, intolleranze, trampianti, etc.). Ma cosa accade?
Il vostro medico di famiglia salva i vostri dati su un PC personale, non condiviso in rete, se non per i dati obbligatori per legge, e tutta quella conoscenza resta in suo unico possesso.

Mettiamo caso che voi vi trasferiate, come è accaduto a me in una città lontana e cambiateil vostro medico di base. A questo punto toccherà ricostruire tutta la vostra storia sanitaria e trasmettere quante più informazioni possibili al vostro nuovo medico. In questo processo fondamentalmente abbiamo 3 problemi:

  • tempo che perdiamo per raccogliere le informazioni
  • denaro che spendiamo per nuove analisi richieste, richiesta documentazione, etc.
  • perdita di informazioni (molto spesso non ricordiamo cosa abbiamo mangiato ieri,
    figurarsi il nome di un farmaco preso 3 anni fa)

Ragioniamo per assurdo e diciamo che dopo 2 anni il vostro nuovo medico decida di cambiare vita e decida di trasferirsi in Brasile con la sua nuova fiamma. Ed ecco che il processo di raccolta e trasferimento informazioni deve ripetersi.

Inoltre in tutto questo restano comunque i due problemi sopra riportati:

  • Chi vi assicura che il nuovo medico non sia un pazzo e modifichi i vostri dati?
  • Se il PC del medico subisse un attacco informatico come potrebbe ripristinare
    le informazioni senza gravare su di voi?

Questo processo, che poi tanto assurdo non è, è quello che riproponiamo molto spesso. Acquisto casa, auto, pratiche ospedaliere , università ,bibilioteca, etc. etc.

Ci capita molto spesso di rifare gli stessi documenti, di dare le stesse informazioni, di spendere soldi e tempo, quando i nostri dati sono sempre quelli.

4. La blockchain

Tutto quello che fino ad ora abbiamo detto non è altro che una sintesi dello stato attuale.

Per chi si fosse perso un attimo, abbiamo:

  • presenza di intermediari che permettono l’incontro tra domanda e offerta di un bene
  • gestione dati tramite database centralizzati di proprietà di una singola parte (intermediario)
  • possibili rischi di hackeraggio, perdita dati, modifica unilaterale delle informazioni presenti
  • lentezza nel processo di trasmissione delle informazioni a nuovi gestori e terze parti interessate

La blockchain risolve tutto questo!

Pensate la blockchain come tanti PC collegati tra loro a formare una rete. Tutti i PC contengono le stesse informazioni e fungono da Database per una determinata azienda/intermediario

Quindi la BlockChain non è altro che un database replicato n volte su n PC connessi tra loro. Qual è il vantaggio e la novità?

L’innovazione sta nell’introduzione di un database decentralizzato in cui ogni nodo della  chain (catena) può accedere alle informazioni. Le informazioni diventano visibili da entrambe le parti (es. cliente e banca).

Le blockchain non permettono una modifica unilaterale delle informazioni e quindi non solo aumenta la trasparenza, ma anche la sicurezza. Due sono i punti cruciali:

  1. le informazioni presenti possono essere cambiate solo se il più del 50% degli
    utenti connessi alla rete (quindi più del 50% degli snodi della rete) convalidano
    il cambiamento delle informazioni
  2. Non è possibile alcuna perdita di informazioni dal momento che sia una hackeraggio
    sia un guasto ad un server verrebbe annullato dalla presenza degli altri n-1 server

Quindi per avere una perdita di dati un hacker dovrebbe attaccare tutti gli n Server contemporaneamente (impossibile) oppure dovrebbero guastarsi tutti gli n Server contemporaneamente.

Ricapitoliamo:
La Blockchain non è altro che una rete di PC/Server collegati tra loro su cui vengono distribuite delle informazioni/ programmi/ dati/etc. e che funge da grande database decentralizzato.

Esempio

Riprendo l’esempio di un libro che ho letto a riguardo (Blockchain di Mark Gates) e che vi consiglio vivamente.

Consideriamo una biblioteca e la sua gestione interna dei libri e dei prenditori di questi ultimi. Ogni biblioteca ha il suo database interno in cui salva le informazioni relative ai libri (autore, titolo, etc.) e le informazioni relative ai prenditori dei libri (nome, cognome, etc.). Se Pippo vuole il libro A va in biblioteca e lo prende. Il database segna i sui dati anagrafici e li associa al libro o libri presi in prestito.

Il giorno dopo Pluto va in biblioteca e vuole lo stesso libro, ma analizzando il database ci si accorge che il libro non è disponibile (era versione unica).

Noi chiediamo le informazioni relative a chi ha preso il libro, ma non ci vengono concesse perché sono informazioni “personali” e vi sono le varie policy di riservatezza dei dati. Sapete unicamente che il libro sarà riconsegnato tra 10gg, il che può significare da 1 a 10 giorni (Pippo può leggerlo in 2 giorni e consegnarlo il terzo). Questo significa che potrebbe
accedere che voi vi recate il decimo giorno in biblioteca e vi accorgete che il libro era stato riconsegnato lo stesso giorno (per assurdo) dopo che ve ne eravate andati e che adesso è stato prestato a Paperino.

Mettiamo caso che Pippo, Pluto e Paperino abitino nella stessa strada. Che cosa accade in un mondo con un intermediario che funge da focal point centralizzato?

Pippo prende il libro, lo legge e lo riconsegna alla biblioteca. Poi Pluto va in biblioteca, prende il libro, lo legge e lo riconsegna. Poi, infine, Paperino fa lo stesso iter.

Abbiamo la ripetizione dello stesso iter, come abbiamo detto all’inizio, n volte in cui ogni volta mi devo identificare, firmare documenti cartacei, etc. etc.

La biblioteca, che in origine (come il concessionario), mi permette di incontrare domanda ed offerta (raccoglie tutti i libri, li ricassifica e me li presta a poco prezzo) adesso diventa un processo lento in un mondo che si velocizza.

La biblioteca con il suo database centralizzato e per il suo modo di operare, che richiede di passare sempre tramite lei, diventa d’intralcio ad una più libera fruizione dei libri.

5. La blockchain e la biblioteca

Ritorniamo alla nostra carissima blockchain e vediamo come il problema viene risolto!

Ogni utente iscritto alla specifica biblioteca si collega tramte PC alla rete blockchain della biblioteca stessa (rete che comunque non nasce come i funghi,ma che deve essere implementata). Tutti gli utenti diventano uno snodo della rete e possono eccedere a tutte quelle informazioni che prima erano prerogativa dell’unico database centralizzato.

Cosa scopre Pluto? Pluto scopre che il libro A è stato preso dall’utente x (Pippo)

Tramite blockchain Pippo e Pluto si scambiano la titolarità del libro, ossia il libro viene passato a Pluto senza passare per la biblioteca. I vari database decentralizzati evidenzieranno questa nuova transazione (modifica del possesso del bene in prestito) e quindi abbiamo avuto un risparmio di tempo (che molto spesso significa anche risparmio di costo).

Attraverso un database decentralizzato le 2 controparti sono venute a conoscenza delle informazioni necessarie per bypassare l’intermediario e risparmiare tempo. Inoltre, secondo il funzionamento della blockchain, non è possibile che le 2 controparti si scambino il bene in propria autonomia, ma è necessaria l’autorizzazione da parte di almeno il 50% dei partecipanti alla rete.

Tramite questa “autorizzazione” l’intera blockchain convalida 3 cose:

  • possesso del libro da parte di Pippo
  • volontà/possibilità di Pluto di prendere il libro in prestito
  • l’avvenuto scambio e passaggio di titolarità

Ogni operazione di questo genere viene salvata, con data e ora, all’interno dello  storico delle transazioni avvenute permettendo, a chi lo volesse, di poter ricostruire lo storico delle movimentazioni di un determinato bene.

6. Le autorizzazioni e i “blocchi”

A questo punto qualcuno potrebbe chiedere che per ogni operazione qualcuno debba autorizzarla
cliccando un semplicissimo pulsante, ma in realtà non è così.

Inoltre, arrivati a questo punto, vi siete chiesti il perché tale tecnologia si chiama blockchain?

La tecnologia Blockchain basa la sua forza e sicurezza su un sistema di crittografia molto avanzato e richiede un grande potenza di calcolo per poter funzionare.

Quando richiediamo di effettuare un transazione questa non viene subito eseguita, ma resta in attesa della convalida. Contemporaneamente altre persone richiedono di effettuare delle transazioni e quindi abbiamo n transazioni in sospeso: un blocco.

A questo punto viene sfruttata la potenza di calcolo di PC/server (definiamoli così per semplicità) che, attraverso pratiche di decodifica e decriptazione riescono ad autorizzare le transazioni.

Quando il blocco viene autorizzato viene aggiunto al blocco precedente relativo agli stessi beni:

T0 libro A Pippo
T1 libro A Pluto
T2 libro A Paperino

L’insieme di tutti i blocchi che vengono autorizzati danno vita ad una catena (“chain”) che è possibile ripercorrere fino all’origine: vedere il primo titolare di quel determinato bene

L’autorizzazione di un nuovo blocco di transazioni si ha quando qualcuno trova la “chiave” necessaria richiesta dallo specifico sistema. Questo qualcuno, tramite una grande potenza di calcolo e molto consumo di energia, non fa altro che provare una serie enorme di combinazioni numeriche fino a trovare quella corretta.

Un po’ come se voi giocaste migliaia di combinazioni al superenalotto sperando di trovare quella giusta. Il primo che riesce a trovare la chiave permette di proseguire nella catena e di procedere con l’autorizzazione di altre n transazioni.

Ma cosa ci guadagna colui che riesce a risolvere questo rompicapo e permette l’autorizzazione di queste nuove transazioni?

Il sistema Blockchain, secondo il funzionamento attuale, prevede un riconoscimento in termini “monetari” a colui che riesce ad aggiungere blocchi alla catena già esistente.

La moneta che viene erogata è un a “criptovaluta” che viene utilizzata sulla stessa piattaforma Blockchain come Bitcoin, Ethereum, Ripple, etc.

Quindi le autorizzazioni del più del 50% degli utenti significa, in linea generale, possedere una potenza di calcolo tale da poter avere impatto su più del 50% degli snodi del sistema.

7. Applicazioni della tecnologia Blockchain

Le applicazioni della tecnologia blockchain possono essere davvero elevate. Ogni settore in cui vi è la presenza di intermediari che creano un vincolo tra chi vende un prodotto e lo deve acquistare.

Settori come quello sanitario (cartelle sanitarie), finanziario (banche, assicurazioni), musicale (case discografiche), turistico (agenzie di viaggio), accademico (università) saranno interessati da questa nuova tecnologia.

Il rapporto produttore-cliente aumenterà e lo scambio sarà immediato e a costi più bassi.

Attualmente sono molti gli istituti che si stanno muovendo per questa nuova implementazione. Da JP Morgan, Bank of England, NASDAQ, Unicredit stanno sfruttando questa nuova tecnologia per velocizzare i loro processi interni e i rapporti verso l’esterno.

Inoltre molti sono i rapporti tra grandi istituti finanziari e le nuove startup che, attualmente, si trovano all’avanguardai in questo nuovo mercato.

Comunque, come ogni nuova tecnologia, sarà necessario tempo affinché diventi condivisa e accettata. Una nuova normativa e modus operandi dovranno essere pensati per potersi confrontare con questo nuovo modo di intendere il mondo.

About the author

Specializzato in "Finanza, Intermediari e Mercati", attualmente lavoro presso Deloitte Consulting s.r.l. come Analyst nella function "Strategy & Operation". Sono stato coinvolto in progetti di Business Transformation, PMO, Credit Controls presso i principali player bancari del nostro paese. Contatti: aguida@deloitte.it

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